lunedì 4 luglio 2011

Strategie di social commerce: l'intervista con Paul Marsden




Qualche giorno fa ho avuto il piacere di intervistare Paul Marsden, social media strategist, nonché la mente dietro www.socialcommercetoday.com.
Abbiamo approfondito insieme alcuni temi legati al social commerce, e il risultato è stato una chiacchierata di circa un'ora di cui trovate la versione integrale qui.
Paul ci ha illustrato le analogie esistenti tra il suo lavoro sulla diffusione delle idee nelle reti sociali e la diffusione di prodotti nelle stesse: l'elemento chiave, nonché la differenza più saliente tra i due fenomeni è proprio l'acquisto del prodotto.
Dunque non dovrebbe stupire il fatto che ora si cominci a permettere alle persone di acquistare attraverso e sui social network, fenomeno in forte crescita soprattutto su Facebook.

L'aspetto più importante, però, secondo Paul, è riuscire a far sorridere i propri clienti fidelizzati, i propri fan.
"Il business con il social commerce non dovrebbe tentare di generare vendite, ma tentare di generare sorrisi."
Significa riuscire, dunque, a coinvolgere i propri fan affinché diventino advocate, dunque clienti che non solo acquistano, ma appoggiano e fanno conoscere il brand.

Ho voluto parlare con Paul anche della spinosa questione delle piattaforme sociali interne orizzontali.  Il suo punto di vista è molto interessante, in quanto riconosce l'innegabile vantaggio di avere uno strumento che permetta di far emergere idee, talenti e problemi che altrimenti rimarrebbero sconosciuti, ma allo stesso tempo sostiene la necessità di mantenere la struttura organizzativa dell'azienda, che a suo avviso è fondamentale per riuscire a farla funzionare.

Un altro argomento interessante che abbiamo affrontato è quello dei servizi basati sulla geolocalizzazione, al momento offerti soprattutto da Foursquare e da Facebook Luoghi.
Offrire contenuto contestualmente rilevante sembra essere una buona strategia, ma non è detto che i player di oggi siano quelli di domani: su questo sono d'accordo con quanto illustrato da Paul durante l'intervista.

Coinvolgere i propri clienti attraverso elementi di gaming, come ad esempio badge, check-in e così via, è una strada che diversi brand hanno intrapreso per riuscire ad aumentare la fidelizzazione e possibilmente acquisire nuovi clienti. Eppure, come spiega Marsden facendo riferimento alla propria esperienza lavorativa, questo genere di strategia può richiedere, alla fine dei conti, troppo impegno da parte del cliente.
Una possibile soluzione sarebbe trovare una strategia di gaming intelligente, come ad esempio il modello basato sulla sottoscrizione, oppure il modello freemium.

Vi invito a guardare la seconda parte dell'intervista oppure, ancora meglio, la versione integrale.

Maria Petrescu



Social commerce strategies: an interview with Paul Marsden

A few days ago I had the pleasure to interview Paul Marsden, social media strategist and the mind behind www.socialcommercetoday.com.

We have talked about several themes linked to social commerce and the result was a one hour chat that you can find here.
Paul explained the analogies between his work on the spread of ideas through social networks and the spread of products through social networks: the key element, the one that makes the difference between the two, is actually buying the product. So it should be a surprise that companies start allowing people to buy through and on social networks, which is a rappidly growing phenomenon especially on Facebook.

The most important aspect in Paul's opinion, though, is making your loyal customers smile, making your fans smile.
"Business with social commerce isn't about trying to generate sales, it should be about generating smiles."
It means involving your customers in order to turn them into brand advocates, clients that non only buy, but that talk about the brand and bring in other customers.

I wanted to talk with Paul about internal horizontal social platforms for companies. His point of view is quite interesting, on the one hand he points out the importance of having a tool that can make ideas, talents and problems emerge, elements that would have remained unknown otherwise; on the other hand the need of an organization that actually makes the company function remains.

Another interesting topic we have talked about were location based services, which are the ones Foursquare and Facebook Places offer at the moment. Offering contextually relevant content seems a good strategy, but whether today's players will be tomorrow's players is another question, and on this point I absolutely agree on with Paul.

Involving your clients through gaming strategies, such as badges, check-ins and so on, is something several brands have tried to increase loyalty and possibly bring in new clients, but, as Marsden explains, this kind of strategy is simply too much effort for most people.
One possible solution would be to find a smart gaming strategy, such as the subscription based model, or the freemium model.

Please view the second part of the interview, or even better, the whole interview.

Maria Petrescu

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