martedì 2 agosto 2011

Social commerce e social network interni per le aziende: il quadro italiano




Intervistato.com ha pubblicato ieri l'intervista ad Alberto D'Ottavi, blogger e giornalista di tecnologia e co-fondatore della start-up Blomming.
Nel corso di quest'intervista sono stati definiti i contorni della situazione italiana per quel che concerne il social commerce, l'utilizzo di social network interni alle aziende, e i passi che sono stati fatti finora in questo senso dalle realtà italiane.

Il ritardo relativo all'introduzione di questi nuovi strumenti nelle aziende è dovuto, secondo Alberto, a una grave carenza di informazione e divulgazione tecnologica, protrattasi in Italia fino al 2008.
Da allora abbiamo cominciato a vedere sempre più cambiamenti in quest'ambito, anche se non sarebbe azzardato dire che siamo comunque ancora agli inizi.
Alberto ha sottolineato un'importante distinzione tra l'uso di social network intesi nell'accezione comune, ovvero quella di strumenti di comunicazione, e l'uso degli stessi come strumenti di gestione e di organizzazione (come per esempio l'email aziendale).
Possono diventare un ottimo modo per fare crowdsourcing internamente, e di fatto far funzionare l'azienda in maniera più efficiente, permettendo di gestire processi e competenze.

L'altro grande argomento trattato durante l'intervista è stato quello del social commerce e delle start-up che cominciano a rendere molto più semplice a tutti vendere i propri prodotti online.
Alberto ha descritto il quadro italiano come improntato a una grande tradizione manufatturiera, ancora oggi fortemente legato al fai-da-te.
E' possibile, a suo avviso, distinguere tre grandi filoni: quello tipicamente maschile del bricolage, quello femminile del "fatto a mano", generalmente crochet, knitting, confezione di gioielli e bigiotteria, e infine la nobile tradizione meccanica del "far funzionare le cose".

La soluzione ideata dai fondatori della start-up Blomming dovrebbe essere in grado di colmare il gap tra questo tipo di produzione e la vendita online, fino a tempi recenti prerogativa di medie e grandi aziende, le uniche ad avere le capacità tecniche e finanziarie per costruire un sito e-commerce ed agganciarlo per esempio a Facebook.

Blomming sta rapidamente crescendo, con circa 1500 venditori attivi di cui 700 hanno aperto uno store su Facebook, un catalogo di 15.000 prodotti e il raddoppio del numero di ordini giornalieri dal momento dell'apertura del marketplace.
Si tratta di una realtà "di dimensioni italiane", ma che ha aperto la strada per un modo nuovo e senz'altro più agevole di vendere online, specialmente in un mercato leggermente più "indietro" rispetto a quello europeo o statunitense.

Rimane da vedere come questa ed altre start-up analoghe si svilupperanno nei prossimi mesi, e quanto ingente sarà il traffico di vendite generate attraverso questi canali per avere un'idea più completa sull'effettiva portata di questo nuovo e promettente fenomeno.

Maria Petrescu

Photo credit: Chocolate Rose Bijoux



Social commerce and company social networks: the Italian picture

Yesterday Intervistato.com has published an interview with Alberto D'Ottavi, technology blogger and journalist, and also co-founder of the start-up Blomming.
During this interview he has described the Italian picture regarding social commerce, the use of company social networks, and what has been done until now by Italian realities.

The delay in the adoption of these new tools by companies is due, in Alberto's opinion, to a severe lack of information and technological disclosure, which lasted until 2008 in Italy.
We have since started to see more and more changes in this area, even though it wouldn't be bold to say that we are only at the beginning.
Alberto has underlined an important distinction between the use of social networks seen in the most common way, as communication tools, and their use as management and organization tools (the way company email is used).
They can become a great way to do internal crowdsourcing and make the company work more efficiently by allowing an easier management of processes and abilities.

The other great topic which has been treated during the interview was social commerce and start-ups that are beginning to make it easier for everyone to sell their products online.
Alberto has described the Italian picture as linked to a great manufacturing tradition, still very tied to DIY.
In his opinion we can divide it into three big areas: the typically male "bricolage", the female "hand made", generally crochet, knitting and jewellery making, and last but not least the noble tradition of mechanics, the "making things work" area.

The solution created by the founders of Blomming should be able to fill the gap between this kind of production and online selling, which has been dominated for a long time by medium and big companies, the only ones who had the technical and financial means to build an e-commerce site and then link it to Facebook, for example.

Blomming is growing rapidly, it has about 1500 active sellers, 700 of which have opened a store on Facebook, a catalogue with 15.000 products and a double number of daily orders since they opened the marketplace.
It is an "Italian sized" reality, but it has paved the street for a new and definitely easier way for selling online, especially in a market that is slightly behind the European and American ones.

We stll have to see how this and other similar start-ups will develop in the next months, and how many sales these channels will generate to have a better idea of the real size of this new and promising phenomenon.

Maria Petrescu

Photo credit: Chocolate Rose Bijoux

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